Final Fantasy XIV su Switch 2 – Recensione
N.B. Ho ottenuto una copia digitale del gioco che comprende tutte le espansioni da Square Enix tramite Ziran assieme ad un mese di abbonamento
Dopo anni trascorsi su PC, PlayStation e, più recentemente, Xbox, l’MMORPG di Square Enix è finalmente arrivato anche su Switch 2 dandoci finalmente la possibilità di sfruttare la sua natura ibrida per giocarlo anche in portabilità.
L’arrivo su Switch 2 è particolarmente significativo proprio perché Final Fantasy XIV non è un gioco che si presta facilmente a essere ridimensionato. Stiamo parlando di un MMORPG che, nel corso degli anni, è cresciuto fino a comprendere diverse espansioni, migliaia di ore di contenuti, un’enorme quantità di missioni, attività secondarie, dungeon, raid e una comunità ormai consolidata. La domanda che mi sono posto fin dall’inizio, dunque, non è stata semplicemente se il gioco fosse riuscito a girare sulla nuova console Nintendo, ma se questa versione fosse effettivamente in grado di restituire l’esperienza di Final Fantasy XIV senza compromessi troppo evidenti.
Dal punto di vista dei contenuti, la risposta è immediatamente positiva. La versione per Nintendo Switch 2 non propone infatti un’edizione ridotta dell’MMORPG, ma l’esperienza completa, con la possibilità di accedere anche alla Free Trial (che vi ricordo è pensata per chi non ha mai giocato al titolo in questione, non è sfruttabile da chi ha già un account). Quest’ultima rappresenta ancora oggi il modo migliore per chi non ha mai giocato a FFXIV di capire se l’enorme universo creato da Square Enix sia adatto alle proprie esigenze: permette infatti di affrontare gratuitamente i contenuti fino a Shadowbringers, con alcune limitazioni e un livello massimo fissato a 80. Shadowbringers, vi ricordo, è ritenuta ancora ad oggi la miglior espansione del gioco nonchè una delle esperienze a tema Final Fantasy più significative e impattanti dell’intera serie.
Per chi decide di acquistare il gioco, sono disponibili diverse possibilità. La Starter Edition viene proposta a 14,99 euro, mentre la Complete Edition ha un prezzo di 54,99 euro. È disponibile anche la Complete Digital Collector’s Edition a 109,99 euro. Separatamente è possibile acquistare Dawntrail a 44,99 euro oppure la relativa Digital Collector’s Edition a 59,99 euro.
Per chi arriva su Switch 2 da un’altra piattaforma, Final Fantasy XIV supporta la condivisione dei progressi attraverso il proprio account di servizio, ma l’arrivo su una nuova piattaforma richiede comunque l’acquisto della relativa versione del gioco. Anche l’abbonamento deve essere considerato separatamente: chi dispone già di un abbonamento attivo su PC, PlayStation o Xbox e desidera giocare anche su Switch 2 deve sostenere un costo aggiuntivo, pari al 50% del normale prezzo dell’abbonamento. Una delle criticità più importanti da segnalare, soprattutto per chi sperava di portare avanti il gioco attraverso due piattaforme diverse, sfruttando la portabilità della console Nintendo. Va però detto che almeno non è richiesto un abbonamento a Switch Online per giocare a FFXIV.
Square Enix ha inoltre previsto un particolare periodo iniziale di assestamento per il lancio su Nintendo Switch 2. Per circa un mese, i giocatori della nuova piattaforma possono accedere al gioco senza sostenere questo costo aggiuntivo, permettendo a Square Enix di monitorare il comportamento dei server e la stabilità dell’infrastruttura prima dell’avvio del normale servizio. Una volta terminato questo periodo, entreranno in vigore le condizioni standard e verranno applicati anche i 30 giorni di gioco inclusi con la prima attivazione della piattaforma.
C’è poi un elemento che non può essere ignorato: lo spazio occupato. La versione Nintendo Switch 2 richiede circa 117 GB, una dimensione enorme per una console portatile e, allo stato attuale, sufficiente a rendere FFXIV il gioco più pesante disponibile di tutto il catalogo della console. Considerando lo spazio di archiviazione interno di Switch 2, prima di procedere con l’installazione è quindi opportuno tenere conto delle dimensioni del client e dell’eventuale necessità di utilizzare una scheda di memoria compatibile.
Il primo impatto
Da giocatore veterano che gioca al titolo dal giorno uno, l’impatto è stato decisamente brutale. Non potendo caricare le mie impostazioni e la mia interfaccia che ho su PC/PS5 sono stato a dir poco spaesato. Aggiungiamo il fatto che sono sempre stato abituato (anche su PS5) a giocare con mouse e tastiera, io purtroppo ho un grande limite nel giocare FFXIV con il pad, non mi ci trovo proprio. So benissimo che il gioco si sposa perfettamente con il pad, giocando con la mappatura dei tasti, ma non riesco a scrollarmi di dosso oltre 10 anni di abitudini.
Fortunatamente mi sono venuti in aiuto due grandi importanti caratteristiche di Switch 2, la modalità mouse del Joycon e il touch screen. Una combo che mi ha aiutato a giostrarmi tra i menu e ripristinare la configurazione a cui sono sempre stato abituato.
Nonostante questo, dopo un po’ di test nel giocarlo sia con il Joycon, con il controller PRO e con i Joycon in modalità mouse, mi dispiace, ma ho dovuto attaccare mouse e tastiera e tornare a essere me stesso e potermi godere il gioco come ho sempre fatto. Se per voi invece è meglio il pad, allora state sereni, anche su Switch 2, come su PS5, è giocabilissimo.
Se ce l’ho fatta io, ce la potete fare anche voi.
Un MMORPG sorprendentemente adatto alla modalità portatile
Una delle questioni principali da affrontare per questo porting Switch 2 è sicuramente quello delle prestazioni. Square Enix ha adottato impostazioni differenti a seconda della modalità di utilizzo della console, privilegiando in portabilità la stabilità e una maggiore autonomia, mentre in modalità docked è possibile ottenere una resa più vicina a quella di una console tradizionale.
Utilizzando Switch 2 senza collegarla al televisore, Final Fantasy XIV opera a 720p e mantiene un limite di circa 30 fotogrammi al secondo. Sul piano puramente numerico potrebbe sembrare un compromesso importante, ma nell’utilizzo quotidiano l’ho trovato molto meno problematico di quanto mi aspettassi. La dimensione dello schermo contribuisce a ridurre la percezione delle imperfezioni visive e, soprattutto, la fluidità rimane sufficientemente consistente da non compromettere le attività di gioco.
La situazione cambia quando si passa alla modalità docked. Qui la risoluzione raggiunge i 1080p e il limite ai fotogrammi viene rimosso, con risultati che variano sensibilmente in base alla situazione. Nelle aree meno affollate ho osservato valori prossimi ai 60 fps, mentre dungeon e raid tendono a collocarsi più frequentemente intorno ai 40 fps. Le città maggiormente popolate possono scendere ulteriormente, soprattutto quando sullo schermo sono presenti moltissimi personaggi contemporaneamente.
Queste oscillazioni sono importanti da sottolineare perché dimostrano quanto il carico di lavoro dipenda dalla situazione: esplorare una zona del mondo di gioco, affrontare un dungeon, entrare in una città affollata o partecipare a un contenuto con decine di giocatori produce risultati differenti. Dai 60 fino ai 30, e in alcuni sporadici momenti anche sotto.
Mai nulla che potesse compromettere l’esperienza e anche le situazioni peggiori alla fine si sono dimostrate gestibili.
Le situazioni più problematiche che ho incontrato sono state principalmente due. La prima riguarda le aree urbane particolarmente frequentate, dove il numero di personaggi e di elementi presenti contemporaneamente può mettere maggiormente sotto pressione l’hardware. La seconda è legata ad alcuni specifici effetti durante gli scontri con determinati boss, in corrispondenza dei quali ho rilevato qualche calo più evidente. Considerando che il lancio è accompagnato da un periodo di assestamento e da diversi interventi software, non escludo che una parte di queste anomalie possa essere ulteriormente corretta attraverso i prossimi aggiornamenti.

Dove si è dovuto scendere a compromessi
Se c’è una cosa nella quale la versione Switch 2 mostra più chiaramente il prezzo da pagare per questa conversione, è quello della qualità dell’immagine. La versione per la nuova console Nintendo non può competere sotto questo profilo con le piattaforme più potenti, e la differenza diventa particolarmente evidente quando si osserva il gioco su un televisore o su un monitor di grandi dimensioni.
Il compromesso interessa soprattutto gli elementi più lontani dal giocatore: vegetazione, ombre, texture e dettaglio degli scenari perdono inevitabilmente qualcosa rispetto alle versioni più performanti. Come accadeva in tanti giochi per la prima Switch, paradossalmente la situazione diventa migliore in modalità portatile. Il display di dimensioni contenute riesce infatti a rendere molto meno evidenti alcune delle semplificazioni adottate dagli sviluppatori, restituendo un’immagine complessivamente più compatta e convincente.
Non considero comunque questi limiti particolarmente rilevanti, i giocatori Switch sono abituati a dei porting di qualità visiva inferiore rispetto le controparti PC e console. Considerato questo, il risultato finale a mio avviso è comunque soddisfacente. Final Fantasy XIV rimane un gioco nel quale la qualità artistica, la costruzione degli ambienti e la direzione degli elementi scenici hanno un peso enorme, e Switch 2 riesce a conservarne buona parte dell’impatto. È evidente che il giocatore più attento noterà le differenze, soprattutto passando frequentemente da una piattaforma all’altra, ma non sono compromessi che mi abbiano impedito di godermi l’esperienza.
Anzi, dopo aver utilizzato entrambe le modalità, ho iniziato a considerare la portabilità come uno degli elementi più interessanti dell’intera conversione. Final Fantasy XIV è un gioco nel quale non tutte le sessioni richiedono la stessa concentrazione. Ci sono momenti nei quali si affrontano contenuti estremamente impegnativi e altri nei quali si completano missioni, si raccolgono materiali, si organizzano attività, si affrontano le Roulette quotidiane o semplicemente si esplora Eorzea. La possibilità di svolgere queste attività lontano dal televisore cambia concretamente il modo in cui si può fruire del gioco.
Anche l’autonomia mi è sembrata coerente con questa possibilità d’uso. Durante sessioni caratterizzate da un’attività di media intensità la Switch 2 ha retto per 2 ore abbondanti di gioco consumando quasi la metà della batteria. Ipotizzo dunque che per 5-6 ore si possa giocare tranquillamente senza paura che la console si spenga.
Un’occasione per riscoprire l’inizio di Eorzea
A tutti quelli che cominceranno la loro esperienza con FFXIV grazie a FFXIV, ho un messaggio per voi: non fatevi intimorire dalla mole di contenuti che il gioco vi metterà davanti. Iniziate a concentrarvi sulla trama come se fosse un Final Fantasy single player, indipendentemente se deciderete di affrontare i contenuti con gli NPC o con giochi veri e propri.
Il ritmo iniziale, però, non restituisce immediatamente la qualità narrativa che Final Fantasy XIV arriverà a raggiungere. È necessario attraversare una lunga fase introduttiva prima che il gioco inizi a mostrare con maggiore decisione le proprie ambizioni, e il vero salto qualitativo arriva con l’avanzamento verso i contenuti successivi, i primi raid e, soprattutto, la prima espansione: Heavensward.
Questa consapevolezza è fondamentale per chi si avvicina oggi al gioco. Cercate di non mollare il gioco sulla base delle prime ore, perché significherebbe fermarsi molto prima che la storia e alcune dinamiche del gioco raggiungano la loro piena maturità. Il viaggio richiede pazienza, ma la ricompensa, soprattutto per chi ama le storie che vi hanno fatto innamorare di FF, può essere enorme.
In tal senso è proprio qui che la natura ibrida di Nintendo Switch 2 potrebbe rappresentare una delle piattaforme più interessanti per iniziare questa avventura. La possibilità di giocare per diverse ore davanti allo schermo quando desidero concentrarmi sulla storia, oppure sfruttare la portabilità per completare attività più brevi senza dover necessariamente dedicare un’intera sessione al gioco. Fa tutta la differenza del mondo, ve lo posso assicurare.

Il mio giudizio
Final Fantasy XIV rimane un’esperienza impegnativa da consigliare a tutti indiscriminatamente. La quantità di contenuti può intimidire, l’avvio è lento, la struttura da MMORPG richiede una certa disponibilità di tempo e la mole di testo da affrontare, anche considerando l’assenza dell’italiano, non è trascurabile. Non è un gioco che cerca di conquistare immediatamente il giocatore e, soprattutto nelle sue fasi iniziali, richiede una dose di pazienza superiore alla media.
Eppure, superato quel primo ostacolo, si apre davanti al giocatore un universo narrativo che considero ancora oggi tra i più riusciti di tutta la serie di Final Fantasy. Personaggi, conflitti, momenti drammatici e sviluppo della storia raggiungono con il passare delle espansioni una profondità che difficilmente ci si aspetterebbe da un MMORPG nato originariamente nel 2013 (di più se contiamo la 1.0).
Per chi parte da zero, la Free Trial rimane il mio consiglio principale: offre abbastanza materiale per capire se il lungo viaggio proposto da Square Enix possa fare al caso proprio, senza obbligare a un investimento immediato. Per chi invece conosce già Final Fantasy XIV, la versione Switch 2 ha un valore differente: è una porta d’accesso estremamente comoda al proprio personaggio, soprattutto per tutte quelle attività che non richiedono necessariamente la potenza di un PC o di una console collegata al televisore, al netto di uno sborso economico secondo me non proprio vantaggioso.
In definitiva, sono rimasto positivamente sorpreso dal risultato. Switch 2 non restituisce la stessa qualità grafica delle piattaforme più potenti e i compromessi visivi sono evidenti, soprattutto in modalità docked. Tuttavia, considero molto più importante ciò che la console riesce a conservare: la complessità del sistema di gioco, la quantità di contenuti, la struttura dell’MMORPG, l’esperienza narrativa e persino le attività endgame rimangono sostanzialmente intatte.
La vera forza di questa edizione non risiede quindi nel tentativo di competere sul piano tecnico, ma nella libertà che concede al giocatore. Final Fantasy XIV diventa finalmente un’esperienza che posso portare con me e integrare nella quotidianità con una naturalezza che sulle altre piattaforme semplicemente non è possibile ottenere.
E per un gioco che, dopo 13 anni , continua ad espandersi con storie, aree e contenuti, poterlo vivere praticamente ovunque rappresenta forse il modo migliore per inaugurare una nuova fase della sua lunga avventura.
