|  | 

FFVII Revelation: tutto quello che c’è da sapere

Dopo il reveal ufficiale e le tante interviste rilasciate da Naoki Hamaguchi e dal team di sviluppo, in particolare quelle raccolte da Denfaminicogamer, Famitsu, Automaton  e a quella condotta da Maximilian Dood, il quadro di Final Fantasy VII Revelation inizia finalmente a farsi più chiaro e, messo tutto insieme, restituisce l’idea di un progetto che non vuole semplicemente chiudere la trilogia Remake, ma spingere ancora più in alto l’asticella rispetto a Remake e Rebirth, sia in termini di scala che di libertà e ambizione generale.

Square Enix ha già confermato l’uscita su PC (Steam, Epic Games Store e Microsoft Store su Windows), Nintendo Switch 2, PS5 e Xbox Series X|S, con una finestra di lancio fissata per la primavera 2027, l’anno che rappresenta il 30ennale per il Final Fantasy VII originale.

Le scelte del giocatore avranno un peso reale

Una delle differenze più importanti rispetto ai capitoli precedenti riguarda proprio il modo in cui le scelte del giocatore verranno gestite, perché in Revelation non si limiteranno più a piccoli cambiamenti nei dialoghi o nelle relazioni tra i personaggi, ma potranno influenzare in maniera concreta il modo in cui si affrontano le missioni, l’ordine degli eventi e, in alcuni casi, anche il flusso stesso di intere sezioni dell’avventura.

Hamaguchi ha ribadito più volte che l’obiettivo è far sì che due giocatori possano vivere esperienze anche molto diverse pur seguendo la stessa storia principale, anche se allo stesso tempo il team ha voluto mettere un paletto molto chiaro fin da subito, cioè l’assenza di finali multipli, perché l’idea è quella di arrivare a una conclusione unica, forte e definitiva per tutta la trilogia, lasciando alle scelte il compito di modellare il viaggio ma non l’epilogo.

Il tema che lega tutto questo è quello della “Resolve”, la determinazione, che non riguarda soltanto i protagonisti ma diventa quasi un filo conduttore che coinvolge anche il giocatore nel modo in cui decide di affrontare il percorso.

Un open world che abbraccia l’intero pianeta

Dal punto di vista strutturale, Revelation sembra voler fare un salto netto rispetto a Rebirth, passando da un mondo ampio ma comunque scandito a una mappa completamente interconnessa che rappresenta l’intero pianeta di Final Fantasy VII, con l’obiettivo dichiarato di ricreare quella sensazione tipica dei JRPG classici in cui ti ritrovi davanti alla world map e chiedendoti continuamente dove andare e cosa fare dopo.

Molte aree saranno accessibili fin dalle prime fasi del gioco, ma questo non significa che saranno subito affrontabili senza problemi, perché alcune regioni saranno popolate da nemici molto più forti e richiederanno quindi al giocatore di scegliere con attenzione dove dirigersi e quando tornarci, rendendo l’esplorazione molto più libera ma anche più rischiosa e personale rispetto al passato.

La Highwind come centro dell’esperienza

A dare forma concreta a questa nuova struttura sarà ovviamente la Highwind, che in Revelation non sarà solo un mezzo di trasporto ma una vera e propria colonna portante dell’esperienza, disponibile molto presto e in grado di attraversare l’intero mondo senza interruzioni tra una regione e l’altra.

L’aeronave diventa infatti anche una base mobile completamente esplorabile, con l’equipaggio presente a bordo e un ambiente che evolve insieme alla storia, e una delle novità più interessanti è la possibilità di lanciarsi direttamente dalla nave con il paracadute per raggiungere qualsiasi punto della mappa sottostante, rendendo gli spostamenti ancora più dinamici e liberi.

Tra nuove e vecchie regioni

Un altro aspetto interessante riguarda il ritorno delle regioni già viste in Rebirth, che però non verranno semplicemente riproposte così come le ricordiamo, perché il team ha lavorato per modificarle in modo sostanziale in base agli eventi della storia, con l’influenza delle Weapon che cambierà sensibilmente l’aspetto e le condizioni del mondo di gioco.

Anche l’esplorazione verrà arricchita da nuovi sistemi, come la crescita del Chocobo Pico, che accompagnerà il party e permetterà di sbloccare nuove possibilità di movimento e interazione con l’ambiente, mentre tra le location più importanti troveremo le nuove come Wutai, Mideel e Rocket Town, mentre tra i grandi ritorni ci sarà ovviamente Midgar, tutte ripensate con un peso narrativo molto più centrale rispetto al passato.

Vincent e Cid finalmente giocabili

Sul fronte del party, una delle aggiunte più attese è senza dubbio la piena giocabilità di Vincent Valentine e Cid Highwind, che finalmente entrano a tutti gli effetti nel sistema di combattimento principale.

Vincent potrà passare in modo fluido dal combattimento a distanza alla sua trasformazione bestiale, senza essere soggetto alla sola limit come in originale, mentre Cid sarà costruito attorno a uno stile di combattimento aereo molto dinamico, che richiama i classici Dragoon con salti, attacchi dall’alto e grande mobilità verticale. Ovviamente, entrambi potranno anche contare su nuove sinergie con gli altri membri del gruppo.

Il sistema FITS: il ritorno dei Job

La vera grande novità lato gameplay è rappresentata dal sistema FITS che di fatto reintroduce in chiave moderna un sistema di job molto più libero rispetto al passato, soprattutto in riferimento a Final Fantasy X-2.

Ogni personaggio potrà equipaggiare diversi assetti che cambiano ruolo, statistiche e stile di combattimento, permettendo ad esempio a Cloud di diventare un mago offensivo o ad altri personaggi di ricoprire ruoli completamente diversi rispetto alla loro identità originale, e la cosa più importante è che questi FITS saranno disponibili fin dall’inizio, senza progressione bloccata.

In più, la crescita dei job sarà condivisa tra tutti i personaggi, quindi sviluppando un assetto con uno solo del party questo diventerà poi disponibile anche per gli altri, mentre per chi preferisce un approccio più tradizionale sarà comunque possibile mantenere l’aspetto originale dei personaggi tramite un sistema di skin.

Zack e il multiverso

Zack Fair avrà un ruolo ancora più centrale rispetto a Rebirth, con apparizioni più frequenti e una presenza narrativa fondamentale per approfondire il discorso legato alle linee temporali e alle realtà multiple introdotte nella trilogia, diventando di fatto una delle chiavi principali per comprendere i grandi misteri della storia.

Wutai, Midgar e le nuove aree

Tra le nuove aree, Wutai si prepara a diventare uno dei fulcri narrativi del gioco, non più una semplice location secondaria ma una vera e propria area centrale legata a tensioni politiche e militari molto più marcate, con i Turks ancora una volta coinvolti in modo diretto nel conflitto con Shinra e con un ruolo importante anche per Reno, che avrà un nuovo doppiatore.

Le location iconiche non mancheranno, con il ritorno di Midgar che potrebbe includere anche riferimenti a Deepground, mentre Rocket Town farà finalmente il suo debutto in questo capitolo dopo essere stata rimandata da Rebirth, e anche l’esplorazione subacquea tornerà a far parte dell’esperienza, anche se su questo fronte i dettagli sono ancora volutamente vaghi.

Le Weapon come battaglie-evento

Le Weapon rappresenteranno senza dubbio uno dei momenti più spettacolari del gioco, e proprio le loro dimensioni hanno spinto il team a ripensare completamente il sistema degli scontri, che non saranno più semplici boss fight tradizionali ma vere e proprie battaglie-evento su larga scala, integrate nel combat system ma arricchite da meccaniche completamente dedicate.

Nel trailer abbiamo potuto già vedere Ultima, Ruby e Sapphire e, se contiamo il suo braccio, anche Diamond. Un dettaglio importante, nel trailer vediamo che Sapphire schiva il colpo del cannone Mako, lasciando intendere che probabilmente spetterà a noi sconfiggerla, a differenza degli eventi originali.

Minigiochi, Queen’s Blood e momenti iconici

Anche i minigiochi continueranno a essere una parte fondamentale dell’esperienza, con una quantità ancora maggiore rispetto ai capitoli precedenti ma con un approccio più accessibile grazie a sistemi di difficoltà e aiuti pensati per non bloccare la progressione, mentre torneranno anche Queen’s Blood e momenti iconici come lo scontro a schiaffi tra Tifa e Scarlet, reinterpretato come minigioco vero e proprio.

Un finale pensato per chiudere la trilogia

Hamaguchi è stato molto chiaro nel ribadirlo: Final Fantasy VII Revelation nasce come conclusione definitiva della trilogia Remake, senza finali multipli e senza cliffhanger lasciati aperti, con l’obiettivo di chiudere un percorso lungo più di dieci anni in modo coerente e soddisfacente, e se le promesse verranno mantenute questo capitolo non sarà soltanto il terzo episodio della trilogia, ma il vero punto d’arrivo dell’intera reinterpretazione di Final Fantasy VII.

Per quanto abbia sempre mal digerito alcune scelte (per lo più narrative) del progetto, che ora si chiama Final Fantasy Remake Series, le mie aspettative su questo ultimo capitolo sono altissime, in linea con quello dei due predecessori. Quanto emerso da queste interviste ha messo tanta carne al fuoco e io ora mi sento più affamato che mai.

Articoli simili

Lascia un commento