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In Square Enix si discute molto di Final Fantasy XVII

La serie Final Fantasy è in continua evoluzione fin dai suoi esordi. Già con Final Fantasy II, ad esempio, venne abbandonato il sistema di esperienza tradizionale. Negli ultimi anni, però, ogni nuovo capitolo ha generato discussioni e critiche da parte dei fan: c’è chi non ha apprezzato l’approccio online di XIV, chi ha storto il naso davanti all’impostazione open world di XV e chi ha visto in XVI un eccessivo spostamento verso l’action dark fantasy.

Con questa premessa, VideoGamesChronicle ha chiesto a Naoki Yoshida se Final Fantasy XVI avrebbe potuto essere accolto meglio senza portare il nome della saga. La risposta del team è stata chiara: è proprio l’essere un Final Fantasy a rendere possibili progetti di questa portata. Senza il brand, titoli come XIV, XV e XVI non avrebbero mai ricevuto le stesse risorse, gli stessi investimenti e il medesimo livello di controllo qualità.

Il produttore ha anche ricordato un principio tramandato dal creatore della saga, Hironobu Sakaguchi: “Per essere un Final Fantasy bisogna sempre affrontare una sfida”. È una filosofia che continua a guidare lo sviluppo e che, spiega Yoshida, non gli ha mai fatto pensare che le cose sarebbero state diverse se i giochi non avessero avuto quel titolo.

Allo stesso tempo, Yoshida riconosce quanto il franchise sia diventato longevo e globale, al punto da includere giocatori con gusti molto diversi. Ognuno ha il proprio capitolo preferito: c’è chi indica il VII, chi il X, chi il XIV o addirittura il XVI. Ed è proprio questa varietà a rendere unica la serie. Non a caso, ogni volta che esce un nuovo episodio, c’è chi lo definisce “il miglior Final Fantasy” e chi invece sostiene che “non è un vero Final Fantasy”. Una realtà, assicura Yoshida, ben compresa anche a livello aziendale.

Guardando avanti, Yoshida ha confermato che all’interno di Square Enix sono già in corso discussioni sul prossimo capitolo, Final Fantasy XVII. “Stiamo considerando che tipo di risposte potrebbero arrivare dai giocatori e cosa sarebbe meglio per il futuro della saga. Le discussioni coinvolgono l’intera compagnia, e anche io, lavorando sia su XIV che su XVI, sto condividendo le mie opinioni”.

Al momento non è possibile svelare nulla di concreto, ma Yoshida ribadisce che tutte le possibilità vengono prese in considerazione con grande serietà e che lo spirito di sfida non verrà mai abbandonato. L’auspicio è chiaro: che i fan possano guardare con fiducia a ciò che il futuro ha in serbo per Final Fantasy.

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